Da non perdere… Chiesa della Maddalena

 

181041_10200587215223597_645015457_nIl visitatore che giunge a Rocchetta non può non ammirare la baroccheggiante chiesa della Maddalena, non solo per il suo valore artistico intrinseco ma soprattutto per l’immenso carico antropologico che detiene grazie alla presenza della Pia Confraternita dell’Immacolata Concezione  istituita nel 1784 con regio assenso a firma di Ferdinando IV che da secoli si cura di tramandare tradizioni e di tutelare il bene artistico.

Tra gli impegni del sodalizio il mutualismo nei confronti della popolazione di Rocchetta Sant’Antonio a cui i confratelli della congrega assicuravano una pubblica assistenza e un degno riposo assolvendo ai compiti di ausiliari sociali in un periodo storico di forte depressione economica. Difatti la seconda metà del 700 è per quest’angolo di territorio italico diviso tra Puglia, Lucania e Campania un momento molto particolare e drammatico segnato da carestie e pandemie.

Sede della storica confraternita è la chiesa di Santa Maria Maddalena situata all’inizio della salita che porta alla Rocca, attualmente centro del paese.

Compare nei documenti alcuni anni dopo la grande peste del 1656, eretta molto probabilmente come atto di devozione e di ringraziamento per aver tutelato il paese dalla immane tragedia del terribile morbo. (ancora oggi sulla parte superiore della facciata, nel timpano è custodita in una nicchia la statua di San Rocco Confessore con la scritta “Eris in peste patronus”).

maddalenaLa Chiesa era di giuspatronato dell’università di Rocchetta Sant’Antonio con relativo onere di messe e manutenzioni.

Da qui fin verso la metà dell’XVIII secolo alla Chiesa era stata assicurata dal popolo una sufficiente cura sia nella fabbrica che nella dotazione dell’occorrente per la celebrazione del culto come si evince da documenti archiviati.

Nella visita pastorale del 1762 di Mons. D’Amato della Diocesi di Lacedonia, la cappella sotto il titolo di Santa Maria Maddalena Penitente presentava diversi problemi come descritto nei documenti diocesani a firma dell’autorevole Monsignore. Non solo, secondo D’Amato l’università di Rocchetta Sant’Antonio in quel periodo storico aveva dimostrato disinteresse nei confronti della Chiesa. Tutto questo spinse D’Amato ad istituire una congregazione sotto il titolo “SS.mae Immaculatae” per la gestione della cappella e per aiutare il popolo dell’università di Rocchetta a riacquisire devozione nei confronti della Chiesa di Santa Maria Maddalena.

La Chiesa presentava all’interno l’immagine dipinta di Santa Maria Maddalena che fu sostituita in virtù di questi cambiamenti con un altare centrale con inglobato una statua lignea dell’Immacolata Concezione.

Dai documenti quindi risulta che il Pio sodalizio è nato già da diversi anni prima rispetto il regio assenso e nell’opera di difesa e conservazione della Chiesa la congregazione aveva già programmato diversi lavori per il completamento e  l’abbellimento della cappella.

L’affido della cappella alla Confraternita quindi già prima del 1784 produceva comunque effetti positivi.

Già nel 1773 era stato abbattuto il vecchio altare e fra il 1776 e il 1778 tutto l’edificio era stato completamente restaurato sotto la directoris spirituais del Reverendo Joannis Piccolo.

Per Rocchetta era il primo esperimento di una cappella con all’interno una gestione confraternale; e la presenza di una confraternita in una chiesa costituiva del resto un altro inequivocabile segno dello sviluppo demografico urbanistico ma non solo infatti con la congregazione dell’immacolata concezione nacque in maniera percettibile e forte il culto nei confronti del santo appestato, Rocco da Montpellier, attuale compatrono del paese (festeggiato a Rocchetta il 25 agosto ). Chiesa e confraternita, pertanto,  si ponevano e si pongono , come un momento di aggregazione sociale in un quartiere, quale quello della piazza sviluppatosi abbastanza in fretta e che nei rintocchi una propria campana cominciava a trovare i segni di una più urgente domanda di coaugulazione.

La vita sociale, grazie alla confraternita si spostava così dalla terra vecchia inerpicata sul cocuzzolo alla valle che apriva una nuova area urbana attualmente residenza della maggior parte dei cittadini diRocchetta.

575034_10200535421328782_1761646211_nIl ruolo del sodalizio nella seconda meta del 700 assume sempre di più un punto di rifermento per assolvere agli obblighi di fede e morali con il principio della mutualistica assistenza nei confronti della popolazione e dei suoi morti, difatti la chiesa è posta su un’ampia fetta di territorio ora ricoperto da arredi urbani e abitazione dove erano realizzate cripte e fosse comuni per un degno riposo eterno. In modo particolare venivano seppellite le salme dei bambini morti a pochi anni dalla nascita. Con l’istituzione dei cimiteri la congrega dell’immacolata Concezione assolveva al morale compito con la realizzazione di una cappella gentilizia nel Camposanto comunale con annessa cripta composta da loculi ancora utilizzata.

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La chiesa di Santa Maria Maddalena  è a navata unica con altare centrale in marmo chiaro impreziosito da figure ornamentali in pietra nera e pigmentata. Sulle pareti laterali si elevano elegantemente tre altari, il primo posta alla destra del maggiore è dedicato a San rocco confessore realizzata in marmo lavorato con pregiata manifattura. La porta del tabernacolo in lega di bronzo raffigura il santo protettore con un basso rilievo di scuola locale realizzato con minuzia. Il secondo altare alla destra è dedicato alla pietà ingloba all’interno un’effige in

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gesso molto simile all’opere del Buonarroti. L’altare molto semplice è realizzato in gesso con una mensa in marmo idem per l’altare posto di fronte alla pietà, alla sinistra del maggiore, caratterizzato da tre nicchie con all’interno le statue del SS.mo Cuore di Gesù (al centro), San Ciro (sinistra) e san Domenico( destra). Sul presbiterio delineato da una balaustra in ferro battuto ai lati dell’altare maggiore sono poste le sedi confraternali in legno.Sull’altare tre nicchi con all’interno le statue di San Michele arcangelo san Giuda Taddeo e la prestigiosa effige dell’Immacolata concezione celebrata con solenne festa nel giorno 8 di dicembre. Il culto mariano tramandato dalla confraternita prevede anche una novena ed iniziative colturali annesse alla festività come ad esempi la realizzazione di un calendario regalato a tutte le famiglie del paese con all’interno notizie storiche sul pio sodalizio e sul patrimonio architettonico del paese. La chiesa conserva all’interno anche una tela del 1700 a firma dell’autore Scogliamiglio.La congregazione di carità inoltre fece realizzare un organo a canne posto sul tamburo in legno dell’ingresso. Il soffitto della chiesa è abbellito da arcate e diversi stucchi tra cui due principali posti all’ingresso e sull’altare maggior ritraenti lo stemma della municipalità di rocchetta e lo spirito santo. Nonostante la chiesa è dedicata a santa maria maddalena all’interno non vi sono opere ritraenti Maria di Magdala poiche  come suddetto l’affresco della Maddalena fu sostituito dall’altare maggiore. La confraternita ha realizzato nell’anno 2000 una tela su ispirazione della Maddalena del Tiziano per ricordare la storica identità. L’esterno della chiesa è molto sobrio tranne la facciata di stile Barocco castigato. Si presenta con lineamenti eleganti, ripartite in quattro lesene un timpano aperto con all’interno la nicchia del conpatrono.

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Ai lati del timpano due piccoli campanili funzionanti che inglobano due campane di Agnone anch’esse del 700. Imponente anche il Sagrato in pietra bianca con tre scalini che irrompono su un’ampia piazza attualmente dedicata a Maria Teresa Di Lascia, (autrice rocchettana,  vincitrice del premio strega ’95) e già intitolata al Popolo fino al 1900 e alla data del XXIV Maggio dopo la presa del Piave. Giuridicamente la pia confraternita conserva ancora le storiche figure di coordinamento interno. La rappresentanza e l’amministrazione è sovrintesa dal Priore coaudiovato dal primo e secondo assistente e dai consiglieri. L’economato e le funzioni amministrative sono curate rispettivamente dal tesoriere e segretario.

Mentre la parte spirituale è lasciata in mano al clero attualmente ricoperta dal Parroco Pro-tempore assistito dalla figura del Maestro dei Novizi  e Maestro delle Cerimonie. L’intera struttura di coordinamento fa capo al Vescovo della Diocesi. Ad oggi la Pia confraternita dell’immacolata concezione conta circa 95 confratelli e consorelle con dei picchi storici che superavano anche le 400 affiliazioni. Nel tessuto sociale e nell’immaginario dei rocchetani la confraternita è ancora un punto di riferimento di grande importanza. (© Andrea Gisoldi – tutti i diritti sono riservati)

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